Femminicidio, la Convenzione No More boccia il decreto legge: «lontano dalle esigenze reali»

  • 2 settembre, 2013

Il decreto legge approvato poche settimane fa dal Governo Letta è una risposta «disorganica e lontana dalle reali esigenze delle donne che vogliono uscire da situazioni di violenza e degli operatori e operatrici che devono supportarle in questo percorso»: questo sostengono le associazioni aderenti alla Convenzione No More (che Ferite a morte sostiene sin dall’inizio del suo percorso) in una nota diffusa alcuni giorni fa. Il decreto, si legge nel comunicato, «è stato approvato senza tenere conto di tutte le  proposte e delle denunce fatte  dai centri antiviolenza e di tutte quelle associazioni di donne che da anni lottano contro la violenza , sostengono «le donne nei loro percorsi di autodeterminazione e si battono per una corretta informazione dei media sul femminicidio». Nel provvedimento esistono aspetti positivi – ad esempio l’introduzione degli obblighi di comunicazione nei confronti della persona offesa, l’estensione delle possibilità di incidente probatorio in forma protetta e l’introduzione della possibilità anche per le persone maggiorenni di esame testimoniale in forma protetta – ma complessivamente, spiegano le associazioni, il decreto legge si mostra del tutto indeguato «a contrastare quei meccanismi di disprezzo dei diritti e della dignità delle donne che  ostacolano il godimento del loro diritto alla vita e all’integrità psicofisica». Inoltre, si legge ancora nella nota, «è molto grave  che il Governo abbia incluso nel decreto legge l’elaborazione del “Piano Straordinario contro la violenza sessuale e di genere”, prevedendo espressamente che debba essere attuato a costo zero, quando ancora non ha provveduto a  verificare e rifinanziare il vecchio Piano nazionale contro la violenza di genere e lo stalking, in scadenza a novembre». Le associazioni, quindi, ribadiscono con fermezza le loro richieste, tra cui la verifica  immediata del Piano nazionale in modo da individuare con chiarezza  le politiche prioritarie, le responsabilità istituzionali, i tempi certi di attuazione; l’individuazione delle risorse disponibili per l’approvazione del nuovo Piano Nazionale Antiviolenza; la    calendarizzazione in tempi rapidissimi al Senato il disegno di legge n.860 per l’istituzione della commissione bicamerale sul femminicidio; la convocazione con urgenza un tavolo di confronto tra associazioni, parlamentari e governo per la definizione  delle modifiche legislative necessarie ed efficaci per un contrasto strutturale alla violenza maschile e al femminicidio.

 

Questo sito NON utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei “social plugin”. Per accettare clicca su ACCETTO oppure scorri semplicemente la pagina. Se vuoi saperne di più sull’utilizzo dei cookie nel sito e leggere come disabilitarne l’uso puoi leggere la nostra: Informativa Estesa

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi